Fotografare le proprie opere

Abbiamo appena visto, tra le buone abitudini di catalogazione, come la fotografia delle proprie opere sia una pratica indispensabile per ogni artista.
Chi opera a certi livelli potrà senza dubbio contare sull'aiuto di fotografi professionisti. Tuttavia ciò non sempre è possibile o convenienete, per cui molti artisti trascurano questa pratica, rimandando sempre a data futura.
Succede spesso che un'opera abbandoni lo studio prima di essere fotografata, oppure che, nella fretta, si facciano scatti sommari o con strumenti inadeguati, dei quali in futuro ci si pentirà.

Per gli artisti più volenterosi, imparare a fotografare correttamente le proprie opere è un vero e proprio investimento per il futuro. L'attrezzatura minima necessaria per una artista (ad esempio un pittore) che desidera iniziare è la seguente:

 
una buona macchina fotografica,
 
almeno un buon obiettivo,
 
un cavalletto,
 
almeno due luci fotografiche,
 
un PC con un buon software per il fotoritocco,
 
hard disk esterni per salvare e conservare gli scatti originali delle opere.

Facendo alcune prove e seguendo alcune semplici regole (il Web è pieno di tutorial che spiegano come fotografare un'opera d'arte) in breve tempo è possibile divenire autosufficienti nell'archiviazione delle immagini dei propri lavori.

Coloro che, con questa pratica tengono aggiornato il proprio catalogo, dispongono sempre ed in qualsiasi momento di tutto il materiale per interagire con i propri galleristi e clienti, aggiornare il proprio sito, realizzare inviti, locandine e cataloghi.

Chi invece trascura questo aspetto del proprio lavoro, oppure cerca di compensare arrangiandosi con mezzi di fortuna producendo:

 
foto sfuocate,
 
foto con poca luce o luce non naturale,
 
foto di quadri con riflessi sul vetro,
 
foto tagliate o con deformazioni,
 
foto di sculture con sfondi inappropriati,

si troverà di fatto a non poter mai possedere un buon sito Web o un buon catalogo cartaceo. Sarà costretto nelle occasioni importanti a rifotografare in maniera professionale tutte le opere in suo possesso e ad utilizzare foto scadenti per mostrare le opere ormai vendute e irreperibili.
Nonostante tutti gli sforzi che è possibile fare per "restaurare digitalmente" un'immagine sbagliata, difficilmente si riesce ad ottenere lo stesso risultato che una semplice foto, scattata correttamente dopo aver eseguito l'opera, riesce a restituire.

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